Il marketing e le Unioni Civili

Anche se qualche cerimonia si è già tenuta, la legge sulle Unioni Civili entra ufficialmente in vigore oggi.

Un grande passo in avanti per il Paese. E una ghiotta occasione per il marketing.

Le pubblicità lgbt non sono una novità. E’ indubbio però che i tempi attuali siano più favorevoli: il pubblico, dopo anni di battaglie per i diritti, anche in Italia è più disposto a provare empatia per il messaggio. Sono passati solo 5 anni, ma appare un’era geologica, da quando Rai e Mediaset bloccavano uno spot della Renault Twingo che aveva come protagoniste due ragazze lesbiche. E sono passati meno di tre anni dalle affermazioni contrarie alle pubblicità gay da parte di Guido Barilla, presidente del colosso internazionale della pasta Barilla (l’azienda, a dire il vero, ha dovuto fare marcia indietro per una polemica che rischiava di travolgerne l’immagine, in Italia e nei ricchi mercati esteri).
Oggi si moltiplicano le strategie di marketing che utilizzano un tema attorno al quale c’è consenso crescente. Due esempi di campagne attive in questi giorni: Meetic, il sito di dating online utilizzato da milioni di persone in tutto il pianeta, manda in onda uno spot che ha per protagoniste due ragazze tra cui, grazie al social network, scatta la passione.
Due giovani donne sono le protagoniste anche della campagna di Tecnocasa, il più grande player nel mercato immobiliare retail in Italia. L’immagine ritrae le ragazze che si tengono per mano. Il claim è semplice e si presta a una lettura multilivello: “benvenuta casa”. La casa è il simbolo della famiglia per eccellenza. La casa è il focolare. Quindi, “benvenuta casa” significa celebrare la possibiltà data a tutte e a tutti di formare una famiglia, indipendentemente dall’orientamento sessuale.

“Benvenuta casa” significa naturalmente anche l’auspicio che una giovane coppia possa acquistare una casa. A partire da oggi le Unioni Civili sono finalmente una realtà anche in Italia. Sarebbe auspicabile che anche le possibilità per i giovani di diventare proprietari di casa fossero qualcosa di più concreto di un’utopia.

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