Le top news su milano, 27 giugno

Buongiorno e buon caffè a tutti
A una settimana dalla vittoria elettorale, Beppe Sala ha presentato la sua giunta nella Sala dell’Orologio di Palazzo Marino. La squadra, composta da cinque donne e sette uomini, vede Mario Vanni occupare il ruolo di capo di gabinetto e Anna Scavuzzo, già consigliere uscente del Pd, quello di vicesindaco. Sala ha riconfermato sei assessori della giunta Pisapia e ha nominato tre assessori tecnici: Roberto Tasca per bilancio e demanio, Roberta Cocco per trasformazione digitale e servizi civici e Gabriele Rabaiotti, ex presidente di Zona 6, al quale ha affidato la delega ai lavori pubblici. Sono nuovi nominati anche Roberta Guaineri, che avrà deleghe allo sport al turismo e al tempo libero, e il radicale Lorenzo Lipparini per il nuovo assessorato Partecipazone e open data. Sala ha chiarito che terrà tre deleghe per sé: Partecipate, promozione internazionale e, soprattutto, periferie; ha infine precisato che da sindaco vuole “essere un tredicesimo assessore e lavorare con una collaborazione continua con gli altri”.

L’ex candidato per il centrodestra Stefano Parisi ha commentato così le scelte del nuovo sindaco: “Come da pronostico Sala si dimostra ostaggio delle segreterie di partito. Sceglie una squadra buona solo per non scontentare nessuno degli azionisti della sua coalizione”. Per Parisi l’unica scelta di rottura è quella di Tasca al Bilancio che però, dice l’ex candidato, “non si è mai occupato di finanza pubblica”. Analoghe a quelle di Parisi sono le reazioni del resto del centrodestra, Paolo Grimoldi, segretario lombardo del Carroccio, commenta: “Sala ha accettato di rottamare il suo progetto politico, la nuova giunta è sostanzialmente una fotocopia sbiadita della vecchia”.

La nuova sfida che si profila per Milano dopo Brexit è raccogliere da Londra il ruolo di “casa” europea di multinazionali, società d’investimento e grandi istituzioni finanziarie. “Possiamo farcela” ha detto Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e Camera di commercio di Milano: “La città ha potenzialmente le carte in regola per proporsi come piazza finanziaria internazionale”. Secondo Sangalli per fare ciò è necessario recuperare lo spirito che portò al successo dell’esposizione universale “la Milano che ha vinto la sfida Expo può mettersi in gioco con lo stesso spirito di squadra per aggiudicarsi anche quella post Brexit”. La posta in gioco riguarda la possibilità di attrarre a Milano istituzioni finanziarie che potrebbero migrare dalla City per servire meglio i loro clienti europei, ha scritto l’altro ieri Beppe Sala, per il sindaco tutto ruota intorno al tempismo, l’imperativo è agire subito.
Questa è Milano oggi, buona lettura!
 
Ecco la giunta. Sala: sarò il tredicesimo assessore
Paola D’Amico, Il Corriere della Sera
 
Parisi: “Squadra ostaggio dei partiti. Continuità totale
Andrea Senesi, Il Corriere della Sera
 
Sangalli: post Brexit sfida da affrontare con lo spirito Expo
Pierpaolo Lio, Il Corriere della Sera

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