Grandi opinionisti e i social media manager

Quando i grandi opinionisti si occupano delle piccole cose e dei piccoli lavori è opportuno leggerli con attenzione perché dietro la facezia, il divertissement, l’arguto sberleffo si cela sempre un’importante verità che ci viene svelata. E così, un paio di giorni fa, abbiamo scoperto che esiste una professione, quella del social media manager (e qui già si arriccia il naso del grande opinionista per via dell’eccessivo anglicismo) che lavora, scrive e commenta per conto di altri, pagato da altri. Incredibile, chi lo avrebbe mai detto!? Che professione curiosa, forse perniciosa, sicuramente poco dignitosa. Prima considerazione: che fa un opinionista se non scrivere, commentare (nello specifico: tutti i santi giorni su più testate in contemporanea) pagato da altri?

Ma il Nostro non si limita a stigmatizzare, azzarda una previsione, si fa portatore di una visione sul futuro, come si conviene del resto visto il suo ruolo. Ecco l’incredibile squarcio sul futuro: “se ogni deputato o ogni senatore si dotasse di uno staff di digitatori, le occasioni per i giovani si moltiplicherebbero”.

Bene, ora diamo noi una notizia all’opinionista: quel futuro è già qui (per usare una formula un po’ banale). Non solo ogni deputato e ogni senatore si è dotato di un siffatto staff, ma ormai quasi tutte le aziende grandi e piccole, i suoi colleghi più famosi, le stesse testate per cui il grande opinionista scrive, gli scrittori medesimi, gli attori, le cooperative sociale, financo le onlus, si sono dotati di staff di “digitatori”. E sono proprio giovani – che fanno questo lavoro con passione, curiosità, interesse, con maggiore o minore bravura (talvolta, come nel caso scatenante gli strali del grande opinionista, con grossolana superficialità), con intelligenza, con tanto o poco talento proprio come faceva quarant’anni e più anni fa il Nostro entrando in una redazione e digitando (anche lui) su qualche vecchia Olivetti.

Cos’è cambiato da allora? Tutto e niente. Ma tra ciò che è cambiato vanno annoverata ahinoi la freschezza e l’ispirazione del grande opinionista. E a noi lettori resta la convinzione che chi è famoso, importante, affermato dovrebbe aver un po’ di pudore e evitare di prendersela con i “piccoli”. La satira è nobile quando se la prende con chi è più potente. Sbeffeggiare chi potente non è, ha il sapere dell’arroganza.

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